Diario di bordo

Viaggiare è come leggere un libro io nel mio diario di bordo racconto il mio viaggio

Abbazia delle Tre Fontane

Chiesa del martirio di San Paolo

chiesa del Martirio di San Paolo sorge vicino all’abbazia dei Santi Vincenzo e Anastasio, uno dei primissimi complessi della riforma cistercense, voluta dallo stesso Bernardo di Chiaravalle che vi abitò più volte. Nei pressi è anche la chiesa di Santa Maria Scala Cæli, che dedicata ai martiri Senone e compagni – ricevette il nuovo nome quando San Bernardo, celebrandovi l’eucarestia, vide i defunti che dal Purgatorio sa- livano in Paradiso.

Il silenzio del viale permette di immaginare gli ultimi momenti della vita di Paolo.

È significativo che il luogo del martirio di Paolo sia nascosto si hanno notizie della sua venerazione già nell’alto medioevo. La marginalità rispetto alla città ricorda che l’apostolo che fu notissimo al mondo e visse per decenni sotto i riflettori della storia, percorrendo l’impero per annunciare il nome di Cristo -accettò poi di morire lontano dagli occhi di tutti, senza visibilità, ma nell’autenticità.

Prima di giungere a Roma, Paolo fece naufragio a Malta e vi soggiornò e questo fa sì che i maltesi abbiano un legame peculiare con la Chiesa del suo Martirio.

La chiesa attuale venne ricostruita per il Giubileo del 1600 da Giacomo della Porta, anche se interventi successivi hanno turbato la purezza del progetto originario.

La navata è in orizzontale per dare rilievo alle edicole del miracolo della triplice sorgente che sarebbe sgorgata quando la testa di Paolo rotolò a terra: la tradizione dice la fecondità del martirio.

Sul lato destro è la reliquia della colonna sulla quale Paolo avrebbe posato il capo per la decapitazione.

Due tele vennero dipinte per la chiesa, poi sostituite da copie molto rovinate. Nell’abside di destra era quella con il Mar- tirio di Paolo dipinta da de’ Passerotti, mentre a sinistra quel- la del Martirio di Pietro, di Guido Reni del 1604-1605, ora ai Musei Vaticani, dopo essere stata derubata dai francesi rivo- luzionari.

Proseguendo al di fuori delle mura abbaziali, nel com- plesso abitato dalle Piccole Sorelle di Gesù, è possibile, su richiesta, visitare la cappella che conserva l’altare in legno che Charles de Foucauld costrui per la sua cappella

Chiesa del Martirio di San Paolo

LUOGO SACRO

Chiesa del Martirio di San Paolo

Per arrivare alla chiesa di San Paolo si deve percorrere un breve viale alberato che si lascia dietro le chiese dei Santi Vincenzo e Anastasio e Santa Maria in Ara Cali.

Questa è la chiesa dedicata al martirio di San Paolo ed è il luogo più sacro e di più alta importanza storica e sprituale dell’Abbazia delle Tre Fontane. Anche in questo caso, la storia degli uomini ne ha determinato una stratificazione di edifici realizzati uno sulle rovine dell’altro, l’ultimo dei quali risale al 1599, quando venne abbattuta l’antichis l’antichissima costruzione preesistente e al suo posto venne edificata l’opera di Giacomo della Porta, commissionata dal cardinale Pietro Aldobrandini.

Gli esterni e la facciata della chiesa di San Paolo sono un elegante alternarsi di mattoni e travertino, utilizzato per gli elementi elementi decorativi del portale, delle cornici e dei capitelli. Due statue sovrastano il timpano della facciata facciata, quelle di San Pietro e di San Paolo, realizzate dal “Franciosino”, scultore della Lorena il cui vero nome era Nicolas Cordier e che, a cavallo tra i secoli XVI e XVII, lavorò per il Vaticano.

Sempre San Pietro e San Paolo sono i soggeetti di due altorilievi presenti nelle pareti laterali del vestibolo, subito dopo l’ingresso, in quella zone che corrispondeva all’antico oratorio. Le due opere furono donate da papa Pio IX; la prima, in memoria del diciottesimo centenario della morte dell’Apostolo. La seconda, in ricordo della sconfitta delle truppe garibaldine, il 3 novembre del 1867, da parte dell’esercito pontificio (“in memoriam victoriæ ad Nomentum”).

Il pavimento del vestibolo è in parte occupato da un mosaico, già esistente sul luogo al tempo della costruzione della chiesa e che è stato lasciato dov’era. In alto, nella lunetta sopra la porta d’ingresso, oltre la targa marmorea che ricorda il nome del committente dei lavori, il cardinale Aldobrandini al tempo del papato di Clemente VIII, si trova rappresentata la sepoltura di San Paolo sulla ulla via via Ostiense, in tenuta della matrona Lucina, li dove sarà poi edificata la basilica di San Paolo fuori le mura.

Dal vestibolo si accede alla navata, trasversale rispetto all’ingresso, con due cappelle ai lati e l’abside al centro. Sul pavimento è stato posto un mosaico romano ritrovato ad Ostia Antica nei pressi del Mitreo del Palazzo Imperiale e donato da papa Pio IX. Esso risale al II secolo d.C. ed è dedicato alle Quattro Stagioni; reca infatti le iscrizioni:

-VER (primavera)

-AESTAS (estate)

-AUTU(MNUS) (autunno) HIEMS (inverno).

I due altari delle cappelle sono entrambi sormontati da dipinti. A sinistra, sopra l’altare dedicato a San Pietro, vi è una copia della “Crocifissione” di Guido Reni (1575-1642) il cui originale è attualmente conservato nella Pinacoteca Vaticana. Dopo che i Francesi l’avevano portato a Parigi per effetto del Trattato di Tolentino (19 febbraio 1797), il dipinto fu riconsegnato nel 1815. L’altare di destra che è dedicato a San Paolo, è sormontato dalla pala della “Decapitazione”, opera del bolognese Bartolomeo Passarotti (1529-1592).

ti da colonne di marmo pregiato. Sulla sinistra dell’altare di San Paolo, si trova la colonna tronca dove Entrambi i dipinti sor sono sormontati da timpani sorretti da tradizione vuole sia stato legato l’Apostolo durante il martirio.

Un’Edicola delle “Tre Fontane”

Le Tre Fontane si trovano allineate lungo la parete della navata, a uguale distanza l’una dall’altra, ma a diverso livello dal pavimento, disposte in edicole a nicchia. Le fonti, chiuse dal 1950, sono sormontate da tabernacoli concepiti dal della Porta, all’interno di colonne di marmo nero di Chio, che sorreggono timpani ad con catino di marmo; ciascun tabernacoio era abbellito con bassorilievo Nicolas Cordier rappresentante la testa dell’Apostolo: purtroppo, oggi non si possono più ammirare perché trafugati.

Dietro l’edicola della fonte centrale, sulla parete dell’abside, è rappresentato il martirio di San Paolo; sopra questa, nel catino, si trova invece la “Gloria dell’Apostolo” che interpreta la descrizione delle rivelazioni di Santa Maria d’Oigny, secondo cui l’anima di San Paolo fu presentata alla SS. Trinità dal protomartire Stefano.

Ancora sopra, nella lunetta, affresco ritrae San Paolo a Cesarea vanti a Festo Porcio, governatore romano che commento l’appello dell’Apostolo all’imperatore dicendo: “Appellasti a Cesare, a Cesare andrai”.

Che questo sia il luogo dove San Paolo fu martirizzato è grande targa marmorea ad attestarlo; posta sull’architrave della facciata esterna, essa attribuisce l’edificio al cardinale Aldobrandini e riporta l’iscrizione: “Luogo del martirio di San Paolo dove fonti sgorgarono miracolosamente”. Secondo un’antichissima tradizione, qui fu condotto l’Apostolo il 29 giugno 67 per esservi decapitato.

La sua testa, decollata, balzò tre volte a terra

e su quei tre punti sgorgarono miracolosamente tre sorgenti d’acqua.

Certamente il racconto include serie di fatti realmente accaduti, documentati da ritrovamenti archeologici e da non poche documentazioni stor tazioni storiche. Un Atto apocrifo, con probabili aggiunte più tarde, riporta la descrizione del martirio di San Paolo e del miracolo: “Spiegando il velo di Plautilla, si bendo gli occhi, piegó ndo gli occhi, plegó ambe le ginocchia a terra e porse la testa, che tosto con un gran fendente recisa, fu udita da tutti pronunc tempo stesso dal collo alla testa dell’Apostolo sprizzava linguaggio il Nome adorabile del Signore nostro Gesù Cristo, tre volte in ebraico linguaggio. un’ondata di latte sule vesti del carnefice e per ter gran voce terra

Nel documento si precisa anche che il luogo del martirio fossero le Acque Salvie, all’ombra di un pino secolare. In effetti, effetti, scavi del 1878 confermarono alquanto profonda praticata a qualche metro di distance distanza dal luogo della decapitazione, presenti la presniza di una pipata in questirenute moite pigne che louanto profonda praticata a qualche m testimoni degil di fede, furono l’azione e del tempo e le reazioni chimiche del term di pino quantità di monete antiche dell’epoca neroniana”. ciocchi pure quasi fossilizzato,

Inoltre, in precedenza, G. B. de Rossi, durante un’altra campagna di scavi, identificó resti di una di una zona cimiteriale nei pressi della chiesa di Santa Maria Scala Coæli, altri reperti della fine del Vil secolo oratorio in memoria dell’Apostolo che fu restaurato o ricostruito da papa Sergio I nel 689; esso che contenevano le fonti sacre due in una cappella e una nell’altra. a costituito testimonianza della presenza di immetteva in due cappelle, rivelavano la presenza

Posted in

Lascia un commento