Diario di bordo

Viaggiare è come leggere un libro io nel mio diario di bordo racconto il mio viaggio


Buggiano castello

Mi sono fermato in un forno sulla Lucchese per andare a Lucca è ho chiesto alla commessa del forno il nome del paese che si vedeva sopra la colonna “il borgo degli agrumi mi rispose, perché si chiama in questo modo anche se siamo nella terra dell’olio ?

Lei mi rispose: nome è dovuto principalmente al suo microclima estremamente favorevole alla crescita e allo sviluppo di piante come mandarini,.

Un ora di pausa ce l’ho quindi facciamo una deviazione a Buggiano Castello.

Seguo ad intuito una strada che mi porta sotto la torre della chiesa Chiesa della Madonna della Salute e di San Nicolao Risalente al 1038.

Il borgo e bellissimo in questo periodo non si può accedere alla torre dell’orologio perché stanno facendo i lavori.

Dal belvedere dove il panorama si sperde nelle valli colorate della Toscana scorgo una villa che decido di andare a vedere.

Villa di Bellavista

La storia più recente del Castello di  Bellavista, dagli inizi del secoloai giorni nostri, è fatta di momenti  di intensa solidarietà umana,
ma anche di degrado e abbandono.

Acquistata tra il 1938 e il  1939  dall’Opera  Nazionale  Sovvenzioni Antincendi organismo con  funzioni assistenziali del Corpo Nazionale Dei Vigili del Fuoco.la Villa fu destinata inizialmente a Casa di Riposo per il personale dei Vigili del Fuoco, poi a Colonia Estiva per i figli dei

Vigili del Fuoco di tutta Italia.

In seguito agli  eventi  della  Seconda  Guerra Mondiale il complesso immobiliare fu dapprima dichiarato colonia permanente, poi utilizzato come Ospedale Militare  per le truppe tedesche e, successivamente, americane. Finita la  guerra  furono  eseguiti  impegnativi   lavori  di adattamento  per  accogliere   una  numerosa  comunità  di  ragazzi orfani per cause di guerra, figli dei Vigili del Fuoco.

La  nobile istituzione,  inaugurata   nel   1950,  ricevette  autorevoliriconoscimenti  italiani  ed   esteri   per   l’ottima   organizzazione  e

conduzione;  ma,  in seguito,  venute  a  mancare  le  finalità sociali

Esper cui era nata dovette chiudere nel 1968.

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