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Una giornata al Lago di Fiastra


Piacevole giornata in compagnie con quello che su Whatsapp è chiamato ” San Egidio gruppo vacanze ”

Partiamo dell’appuntamento alle 7 presso la stazione di Piceno sulla a 14.

Tutti puntuali si fa tappa al lago di fiastra.

Arrivati a questo posto chiamato la Sardegna delle Marche abbiamo avuto qualche problema logistico per dove accamparci.

lago di fiastra
lago di fiastra

Una volta accampati con tutte le borse tavolini cocomero 20 kg immerso nelle acque per tenerlo fresco ci siamo buttati tutti in acqua con il sup che era diventata il set fotografico del gruppo vacanze.

Dopo aver spazzolato quasi tutte le risorse aure,per farci perdonare dell’eccessivo rumore che facevamo abbiamo distribuito a tutto il vicinato diverse fette di cocomero.

Dopo la digestione a delle 15 propongo la camminata per vedere le Lame Rosse che distano dalla diga 1 ora e 15 minuti di cammino.

Arriviamo fino alla diga con la macchina.

Diga Enel di Fiastra
Diga Enel di Fiastra

Una prova di forza eccessiva la temperatura è talmente alta che quanto si passa al sole è veramente dura.

Ci facciamo coraggio con le persone che incontriamo che ci assicurano che ne vale la pena assistere a questa meraviglia monumentale che la natura a scolpito.

L’ultimo tratto e veramente duro sembra una pista di sci in salita fatta di ghiaia si fa veramente fatica salirla ma poi lascio le immagini sotto per la bellezza che ci si presenta davanti ai nostri occhi.

Lame rosse
Lame rosse
Lame rosse 1
Lame rosse 1
Lame rosse 2
Lame rosse 2

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100 anni di Fausto Coppi


Storia di un campione

3574 km, 107 ore, 31 minuti, 10 secondi. Questi numeri del primo Giro d’Italia di Fausto Coppi il solo ciclista a trionfare a quell’età, diventando subito un mito. Correva l’anno 1940, Coppi era gregario del due volte vincitore Gino Bartali, per 700 lire al mese. Avrebbe dovuto limitarsi ad aiutarlo, ma presto è lui davanti a tutti. La tappa decisiva è l’undicesima, piove e grandi piani sulla gelida strada per l’Abetone, ma lui attacca lo stesso e si sfila dai concorrenti fino ad arrivare a Modena, la colomba indossa la sua prima maglia Airone, nessuno , all’epoca, sapere che nome griglia per accla- rosa. Implacabile e armonioso, capace di volare via come marlo, ma presto l’avrei imparato tutti. Quattro sono le tappe piemontesi del 102. Giro d’Iltalia: prima due tappe nel ricordo del passato (22 maggio Novi Ligure e Cuneo-Pinerolo), poi, sfiorando la Val di Susa, i ciclisti valicano il Col del Lys e, attraversando le Valli di Lanzo, giungono in Valle Orco, per poi salire a oltre 2200 metri di auota fino a Ceresole Reale; infine, da Ivrea, attraverso il Biellese Vercellese e Novarese la carovana lascia il Piemonte verso Como.

Maglia di Fausto Coppi
Maglia di Fausto Coppi

La storia di un uomo nella storia di un campione, di una persona gentile e riservata diventata già in vita, al di là delle intenzioni, una leggenda. Un uomo sempre in fuga che riassume in sé la storia di quel lembo di torta sud-orientale che lo ha forgiato, di cui portava in giro per il mondo silenzioso, tenacia, fatiche, asprezze e dolcezze. Un recital di parole e musica che vuole ristabilire al tempo presente la figura di Fausto Coppi. Non un ricordo, ma un racconto che si avvale anche delle pagine di chi ha ammirato e cantato le sue imprese, da Dino Buzzati a Vasco Pratolini, da Orio e Guido Vergani ASE a Curzio Malaparte. Un racconto di vittorie e tragedie, di cadute e trionfi che mette in fila le prime pedalate vieni garzone di macedonia e la prima corsa, la prima vittoria al Giro d’Italia e la prima doppietta Giro d’Italia-Tour de France, la fuga più lunga ei grandi distacchi con cui arrivavano al traguardo gli avversari. E poi il rapporto inscindibile con Gino Bar- tali. E l’Italia di quegli anni. E il suo essere tutt’uno con la bicicletta, come Paganini era tutt’uno con il suo violino. E naturalmente l’amore. E naturalmente la morte, che consegna al mito questo uomo in fuga, con la maglia biancoceleste addosso: il suo nome è Fausto Coppi.

Mostra Fausto Coppi
Mostra Fausto Coppi
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“Un popolo non può andare al proprio lavoro senza vedere la storia del suo passato”


ho modificato il titolo con la frase presa dall’articolo Itinerario Napoleonico

“Un popolo non può guardare al proprio futuro senza aver sempre ben presenti le proprie origini ed il proprio passato “

Oggi mentre andavamo al lavoro ,siamo passati davanti ad un cartello: Itinerario Napoleonico Rocca D’arazzo, nell’attesa che il nostro impianto venisse aperto, incuriositi dove potesse essere questo posto, ad intuito passiamo sotto il ponte della strada provinciale 12 Rocca Cigliè.

Rocca d’Arrazzo

Fatti 100 metri ecco il simbolo della piramide di Napoleone Buonaparte .

L’itinerario è il numero 9 nella mappa

Itinerario Napoleonico

il 19 aprile si ebbe il combattimento della Corsaglia. Joubert, per essere d’esempio, si gettò nel Tanaro e riuscì a raggiungere la sponda opposta sotto mitragliamenti e fucilate terrificanti. Ma vedendo che nessuno lo seguiva e d’altra parte che la scarpata gli avrebbe impedito di risalire, se ci fosse stata altra gente, ripassò una seconda volta il Tanaro esponendosi di nuovo al medesimo pericolo, per raggiungere la colonna; al suo ritorno disse con freddezza ai granatieri: “Si avete ragione, non si può passare”. Così il Martinel commentava la tavola rappresentante uno degli apici dell’eroismo francese.

Piramide Napoleonica

Capita spesso di passare a 100 metri da un passaggio della nostra storia e non ce ne accorgiamo.

Presa della Diga Rocca Ciglè
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La memoria delle Alpi


Cartignano fu uno il movimento partigiano della valle Maira

Cartignano
Cartignano

nei giorni successivi all’8 settembre del 43 L’osteria dei fratelli Acchiardo vede riunirsi uomini che prima si aggregheranno alla “Banda Carboni” e più tardi confluiranno in larga misura nel movimento Giustizia e Libertà. Posto nella parte più stretta della bassa Maira, il paese era punto di incrocio dei percorsi partigiani che mettevano in comunicazione, a quote non troppo elevate, le valli poste tra Saluzzese e Cuneese.

Chiesa Cartignano
Chiesa Cartignano

Salendo in direzione della borgata Galliana si raggiungevano infatti le postazioni garibaldine di Norat e S. Anna di Roccabruna e di li la Varaita, mentre sul versante destro, passando per Ruata Prato o Piossasco si conquistava il crinale della valle Grana, sopra Monterosso e Pradleves. Proprio per la sua posizione geografica, dominante sul fondovalle e sull’incrocio tra Maira e Grana, la borgata “Santa Margherita” (m. 1326 s.l.m.) fu scelta come quartier generale dalle formazioni GL della valle, guidate da Detto Dalmastro In quel nido d’aquila cos sicuro trovarono rifugio ed ospitalità partigiani di ogni colore e provenienza, che vi approdavano temporaneamente per riprendersi dai rastrellamenti nelle loro zone di insediamento. dei luoghi in cui ebbe origine.

scultore in legno
scultore in legno

Più in basso, a Paglieres, in seguito agli accordi di Barcelonnette, si installa l’ufficiale di collegamento francese Jean Lippmann (Lorrain) e collabora attivamente con la Resistenza locale fino a giugno inoltrato quando, tornato in Francia per un’azione vi troverà la morter Cartignano fu uno dei centri logistici principali della “Repubbliça della Valle Maira” e trovò pressoché totale distruzione nell’offensiva nazifascista del luglio 1944, che a quell’esperienza pose fine. La distruzione di oltre cento case, fienili, stalle, costrinse la popolazione ad una drammatica ricerca di aiuti e ne rese problematica la sopravvivenza nel seguente, durissimo inverno, senza che per questo venisse meno il suo sostegno alla Resistenza.

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Ponte del Ròch


Ponte del Ròch o del Diavolo Perno del Parco è il medioevale Ponte del Roch o del Diavolo.

Ponte del Ròch
Ponte del Ròch

Il 1 giugno 1378 la Credenza di Lanzo, radunata nella chiesa di S. Onofrio in piazza S. Pietro e presieduta dallallora castellano Aresmino Provana, deliberava la costruzione di questo ponte, imponendo per dieci anni un dazio sul vino. La spesa fu di 1400 fiorini.

Ponte del diavolo
Ponte del diavolo

Il ponte unisce il pareti a precipizio, scavate nei tempi preistorici dalla Stura, che formava un ampio lago nella piana di Germagnano zionale valore architettonico e storico, di circa 37 metri di gittata, motivo ancora oggi di ,27 e alto m 15: ha una gittata a schiena d’asino. La fantasia popolare si sbizzarri a creare leggende intorno all’ardita costruzione, tanto da attribuirla al diavolo: tra i tanti ricordiamo Angelo Brofferio, Giovanni Prati e Nino Costa monte Basso e il monte Buriasco, in una stretta gola con le ll ponte di ecce ammirazione e di studio è costituito da un solo arco gotico, lungo m 65, largo m 2 di circa m. 37, he, terminata l’opera, l’avrebbe valic dai lanzesi che, anziché lanima pattuita, gli fecero trovare nel sacco, chi dice un povero cane chi scorge, al capo del ponte presso la cappella di S. Rocco, impronta lasciata dallo zoccolo del maligno ata con un solo grande passo. o è un segno di stizza per essere stato giocato pattuita, gli fecero trovare nel sacco, chi dice un povero cane, chi una forma di toma? ll ponte ebbe comunque grande Importanza nella storia di Lanzo e delle Valli. l 15 luglio 1564, essendovi grande timore di io di Credenza della Castellania dispose che fosse costrulta, sulla sommità dellarco, una porta per chiudere l ponte del Roc e, nel contempo, si posero guardie lungo i confini del territorio. I 7 settembre dello tesso anno si vieto laccesso nelle Valli a chicchessia, salvo che presentasse la bolletta del luogo di provenienza, contrassegnata dal sigillo di Lanzo.

Marmitte dei giganti Nei tempi antichissimi il Montc Basso e il Monte Buriasco erano umiti Alle loro spalle, nella conca di Germagnano, si stendeva un ampio lago in cui confluivano le acque dei monti. Esse riuscirono lentamente ad aprirsi un varco nel baluardo di roccia e terra. I segni dell’erosione sono incisi nelle rocce immediatamente a monte del Ponte del Diavolo, sulla riva sinistra. Sono le cosiddette “marmitte dei giganti”, fenomeni geomorfologici risalenti all’era quaternaria Se ne contano 21 dislocate a quote diverse. Le due più grandi sono a livello della corrente del fiume. Le più antiche sono le più piccole e sitiąte nella parte alta. Quelle attigue alla Cappella di San Rocco sono dette ramin-e del Diau” in esse i diavoletti avrebbero cucinato i loro manicaretti nella frenetica tempestosa notte in cui nacque il ponte.

Ponte del diavolo sentiero
Ponte del diavolo sentiero

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Incisioni dell’età del ferro


La Riserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo, istituita nel 1988 dalla Regione Lombardi su indicazione dei Comuni di Ceto, Cimbergo e Paspardo e d Centro Camuno di Studi Preistorici, è una vasta area naturalistic con oltre 400 rocce incise: è l’area archeologica protetta pi grande della Valle Camonica. Le rocce incise, patrimonio UNESCO dal 1979, sono calate i un ambicnte naturale di mezza montagna, coperto quas integralmente da superfici boscose caratterizzate in buona part da castagneti secolari.

l'area archeologica ceto

l’area archeologica ceto

Area di Arte rupestre Sito UnescoL’area di Foppe di Nadro è un susseguirsi di superfici fittamente istoriate organizzate in un piacevole percorso ad anello. Le incisioni ritrovate vanno dal V millennio a.C. fino all’ctà moderna. Tra le raffigurazioni più notevoli del sito ricorcdiamo la rosa camuna, simbolo della Regione Lombardia, armati con copricapi elaborati di chiara influenza etrusca, la “roccia del villaggio” con oltre trenta incisioni di capanne, scene di aratura, di combattimento, rappresentazioni di armi, uecelli, iscrizioni in caratteri nord-etruschi e molto altro ancora.

All’ingresso dell’area di Foppe si trova la ricostruzione del villaggio preistorico, uno spazio dedicato all’attività didattica con una simulazione di scavo archeologico, la ricostruzione a grandezza naturale di un riparo mesolitico, di una capanna neolitica e di una casa retica dell’età del Ferro.

Via Piana 29 25040 Nadro di Ceto tel 0364 433465

http://www.artcrupestre it;

www.incisionirupestri.com

Riserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo

Riserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo

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Riserva Regionale Zompo Lo Schioppo


Pausa pranzo un panino acquistato all’unico alimentari aperto nella zona della Riserva Regionale Zompo Lo Schioppo e via si mangia strada facendo,non si può perdere questo meraviglioso spettacolo.

QQuesto posto è un incanto della natura. Si lascia l’auto al parcheggio e si cammina dolcemente in un bosco di betulle con un’ombra rilassante. Si arriva al rifugio dove ci sono acqua, letti e tavoli da prenotare per tempo con diritto all’uso del barbecue. Poi si prosegue per un sentiero fino al ruscello della cascata di Zompo lo Schioppo. Una meraviglia. Ci vuole un’oretta andando piano piano, consigliate scarpa da trekking.

 ruscello della cascata di Zompo

ruscello della cascata di Zompo

All’interno della riserva potrete trovare vari servizi, un campeggio chiuso questo periodo un rifugio attrezzato dove potrete trascorrere più giorni immersi nella natura e lontano dal caos cittadino, ristoranti e un agriturismo. Merita una visita l’eremo di cauto che si raggiunge tramite un sentiero escursionistico di media difficoltà con un dislivello di circa 500 metri se si parte da parcheggio di”piano sacramento”.Zampo lo SchioppoZampo lo Schioppo

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La guida di viaggio verde “Green Book”


Sapevate che esisteva una guida di viaggio chiamata Green Book?

Io l’ho scoperta oggi dopo la visone del film Green Book
diretto da Peter Farrelly.

Il film racconta l’amicizia tra un buttafuori Italoamericano che viene ingaggiato come autista ad un pianista afroamericano  Don Shirley .

protagonisti Viggo Mortensen Tony Lip autista e Mahershala Ali  Don Shirley utilizza The Negro Motorist Green Book 

Sapete cos’è la Green Book?

nel perido della discriminazione razziale viaggiare negli Stati Uniti era un grosso problema per le persone Afro-Americane.

Victor Hugo Verde scrisse una guida di viaggio
permettendo ai viaggiatori Afro-Americani di trovare alloggi, attività commerciali e stazioni di servizio che li avrebbero serviti lungo la strada.

Il film è sorprendente ed è fatto proprio con amore. Solleva tematiche politiche e sociali, quali la potenza della cultura, la solitudine dei geni, la solidarietà tra anime ed esseri umani anche con formazioni, background, colori e culture diverse, l’integrazione sociale e la dismississione di un inutie e sterile razzismo

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Vestiti da mettere in valigia


Si sta concludendo la settimana della moda a New York NYFW

Dove le piu’ importanti aziende statunitensi presentano la collezione per la primavera estate del 2019.

Tra gli stilisti Italiani Nicola D’Errico che ha presentato la sua collezione sfilando all’interno delle location di prestigio la sinagoga ebraica Angel Orensanz Foundation sconsacrata, considerata una delle più antiche di New York.

Angel Orensanz Foundation
Angel Orensanz Foundation

Viaggiare è abbastanza impegnativo figuriamoci se l’obbiettivo è assistere alla settimana della Moda.

New York è una meta raggiungibile da tutte le grandi capitali del mondo anche il nostro paese ha introdotto linee volo low cost .

Cosa mettere per il viaggio di New York ?

Viaggiare è abbastanza impegnativo figuriamoci se l’obbiettivo è assistere alla settimana della Moda.

Ecco alcuni consigli

Per il viaggio in aereo il consiglio migliore è un abbigliamento leggero tipo tuta e una scarpa leggere senza lacci.

Ridurre numero di scarpe

La maggior parte delle donne ha bisogno di portare più di tre paia di scarpe.

Una scarpa comoda da giorno per camminare,una scarpa elegante per la sera e un paio di mocassini.

Per noi maschietti sono sufficienti un paio di scarpe una elegante e una per tutti i giorni.

Un consiglio per entrambi è portare scarpe tipo sneakers o Skechers che sono leggere e comode e pieghevoli

I vestiti

Quali vestiti mettere in valigia ?

Dividiamo il nostro dress code come le scarpe in tre vestiti.

Per una città come New York per tutti i giorni è sufficiente una T-Shirt e una felpa con un paio di Jeans . Uno abito elegante per la sera anche se è più complicato inserirlo in valigia. Una tuta da ginnastica tecnica per fare una corsa al Central Park.

Per i viaggi a New York consiglio di portarsi la valigia vuota e comprare le cose sul posto Jeans e scarpe da ginnastica tipo Guess costano meno comprate in America che in Italia.

Diario di Bordo moda

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Diario di Viaggio


Organizzare un Viaggio.

Come organizzo un viaggio ?

La prima cosa è scegliere la destinazione.

Come scelgo la destinazione?

La maggior parte delle volte il mio viaggio e la mia destinazione nascono da un documentario o da un diario di viaggio che ho visto in tv.

Quando vengo attratto da una località vado immediatamente a vedere su Maps la mappa della località scelta, l’aeroporto e/o stazione ferroviaria piu’ vicino alla città.

Qui inizia la fase della mia ricerca:

Per esempio una volta ho visto un diario di viaggio a Giethoorn in Olanda.

Giethoorn
Giethoorn

Ho visto che la città più vicina era Amsterdam e quindi mi sono messo in moto per cercare la compagnia aerea che da Roma mi portasse a destinazione.

Roma Amsterdam Voli

Dopo un confronto con le compagnie aeree e i costi ho scelto il vettore Easyjet ad un costo di 60 euro a/r.

Come spostarsi in Olanda?

Il passaggio successivo è il noleggio auto.Io personalmente utilizzo sia il portale per il noleggio auto,in grado di far visualizzare le offerte di ogni compagnia di autonoleggio,

che il sito di Alamo dove è possibile prenotare un auto senza lasciare nessun anticipo e pagare direttamente il giorno della prenotazione.

Come scelgo l’hotel?

Prendo in considerazioni alcuni aspetti:

evito sempre di scegliere gli alberghi al centro della città, sia per una questione di parcheggio e per una motivazione economica.

Se ho un volo la mattina presto,di norma prendo un hotel nelle vicinanze dell’aeroporto.

Il mio motore di ricerca per gli Hotel o per i B&B è Booking ,con il quale apro la mappa e vedo prezzi e ubicazione.

Per quanta riguarda questo itinerario ho scelto un hotel vicino all’ereoporto:Van der Valk Hotel Sassenheim -Leiden

Una volta scelto l’hotel faccio una verifica sulle recensioni da parte dei clienti.

Utilizzo come mezzi due dei più importanti portali: Google e Tripadvisor

recensioni google
recensioni google

L’organizzazione del mio viaggio però non finisce qui.

Dopo aver completato le prenotazioni faccio due cose:

Uno dei passaggi fondamentali che faccio durante il viaggio,è utilizzare il comparatore di assicurazioni Facile.it e poi passo alla mia assicurazione:la columbus

La seconda fase è la comunicazione di dove siamo al sito della Farnesina.

Cosa utilizzo per orientarmi durante il mio viaggio?

Ormai le mappe di viaggio cartacee sono obsolete quindi mi scarico le Maps di Google off-line

Mente per il cartaceo uso i cartoville del touringclub perchè sono pratici e mantengono un ricordo delle città che ho visitato.

Per il resto affidarsi ad internet rimane comunque la scelta migliore.

Se per caso doveste fare un viaggio ad Amsterdam e risparmiare sui parcheggi in allegato una vera strategia al costo di 1 Euro.

ItaliaansP_R_Folder-IT_2013

Buon Viaggio