Diario di bordo

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Museo archeologico del Celio e Basilica di Santo Stefano

Domenica 2 Marzo 2025 giornata dei musei gratuiti noi scegliamo il museo archeologico del Celio.

Sono le 9:30 troviamo parcheggio davanti la chiesa si  San Gregorio al Celio dopo aver fatto la scalinata per accedere si devono accontentare del bel portico  con chiostro e scoprire che spesso la chiesa non è visitabille. Ho avuto il privilegio di entrare e scoprire che l’interno è ancora più ricco e bello dell’esterno e nonostante tutto mantiene intimità e misticismo. Le tre navate ospitano opere d’arte bellissime. Strepitoso il trono in marmo e la cappella con l’affresco della Madonna in nero.

Dopo una risistemazione complessiva torna quasi completamente fruibile un’area archeologica (qui c’era il Tempio di Claudio del quale ci sono pochi resti) che è molto importante ma finora è rimasta sempre marginale. Restituita ai romani da un Papa che decise di realizzare una passeggiata pubblica quasi duecento anni or sono, un architetto sistemò l’area realizzando anche la casina (del Salvi, dal suo nome) che doveva richiamare quella che il Valadier aveva realizzato a Villa Borghese, ma attualmente è chiusa e in attesa di destinazione. Fanno parte dell’area anche l’antiquarium comunale (anche esso attualmente non agibile) e la ex Palestra della gioventù fascista (oggi riqualificata e trasformata nel museo della Forma Urbis).
Tutta l’area è stata ripulita e sistemata anche se la parte verde un po’ lascia a desiderare per via delle scarse piogge e dei lavori di arricchimento che sicuramente riprenderanno con la bella stagione. Sembra un po’ un deposito di reperti archeologici, architettonici ed epigrafici alla rinfusa e il visitatore più attento potrebbe sentirsi smarrito, specie per la quasi totale assenza di didascalie sui vari pezzi esposti (un rapporto di un cartellino ogni dieci pezzi, forse anche meno, NdR) ma alcuni reperti sono veramente mirabili e l’area merita una visita.

unica nel suo genere e immancabile, nascosta agli occhi (che vergogna quel passaggio pedonale coi tubi come protezione, in mezzo a erbacce e sporcizia) a pochi passi dalla navicella, dal Colosseo, dalle chiese di santi Giovanni e Paolo e santa Maria in domnica. A pianta circolare (la più antica di Roma di questo tipo) con l’altare al centro e le pareti tutte affrescate. In particolare è nota per il cosiddetto Martirologio” ovvero il racconto del martirio in tutti gli affreschi che trovate. L’impianto originario è antichissimo (V secolo) ma poi verrà risistemata e ampliata prima (aggiungendo portico e le arcate trasversali) e ridotta poi (tre secoli dopo, riducendone il diametro anche perché la cupola pesa e rischiava di crollare). Stupende le colonne di marmo (ben 22) che sono disposte all’interno Le due cappelle laterali sono magnifiche (in particolare quella con i mosaici bizantini) come il tabernacolo posto nel corridoio che sembra un’opera dell’Italia in miniatura. Magnifica e assolutamente da non perdere soprattutto se avrete la possibilità di visitare anche i sotterranei che hanno fatto riaffiorare i resti di un’antica caserma e un mitreo.

Santo Stefano Rotondo al celio

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