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100 anni di Fausto Coppi


Storia di un campione

3574 km, 107 ore, 31 minuti, 10 secondi. Questi numeri del primo Giro d’Italia di Fausto Coppi il solo ciclista a trionfare a quell’età, diventando subito un mito. Correva l’anno 1940, Coppi era gregario del due volte vincitore Gino Bartali, per 700 lire al mese. Avrebbe dovuto limitarsi ad aiutarlo, ma presto è lui davanti a tutti. La tappa decisiva è l’undicesima, piove e grandi piani sulla gelida strada per l’Abetone, ma lui attacca lo stesso e si sfila dai concorrenti fino ad arrivare a Modena, la colomba indossa la sua prima maglia Airone, nessuno , all’epoca, sapere che nome griglia per accla- rosa. Implacabile e armonioso, capace di volare via come marlo, ma presto l’avrei imparato tutti. Quattro sono le tappe piemontesi del 102. Giro d’Iltalia: prima due tappe nel ricordo del passato (22 maggio Novi Ligure e Cuneo-Pinerolo), poi, sfiorando la Val di Susa, i ciclisti valicano il Col del Lys e, attraversando le Valli di Lanzo, giungono in Valle Orco, per poi salire a oltre 2200 metri di auota fino a Ceresole Reale; infine, da Ivrea, attraverso il Biellese Vercellese e Novarese la carovana lascia il Piemonte verso Como.

Maglia di Fausto Coppi
Maglia di Fausto Coppi

La storia di un uomo nella storia di un campione, di una persona gentile e riservata diventata già in vita, al di là delle intenzioni, una leggenda. Un uomo sempre in fuga che riassume in sé la storia di quel lembo di torta sud-orientale che lo ha forgiato, di cui portava in giro per il mondo silenzioso, tenacia, fatiche, asprezze e dolcezze. Un recital di parole e musica che vuole ristabilire al tempo presente la figura di Fausto Coppi. Non un ricordo, ma un racconto che si avvale anche delle pagine di chi ha ammirato e cantato le sue imprese, da Dino Buzzati a Vasco Pratolini, da Orio e Guido Vergani ASE a Curzio Malaparte. Un racconto di vittorie e tragedie, di cadute e trionfi che mette in fila le prime pedalate vieni garzone di macedonia e la prima corsa, la prima vittoria al Giro d’Italia e la prima doppietta Giro d’Italia-Tour de France, la fuga più lunga ei grandi distacchi con cui arrivavano al traguardo gli avversari. E poi il rapporto inscindibile con Gino Bar- tali. E l’Italia di quegli anni. E il suo essere tutt’uno con la bicicletta, come Paganini era tutt’uno con il suo violino. E naturalmente l’amore. E naturalmente la morte, che consegna al mito questo uomo in fuga, con la maglia biancoceleste addosso: il suo nome è Fausto Coppi.

Mostra Fausto Coppi
Mostra Fausto Coppi
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Museo di bordo


Tutti sappiamo quanto Gabriele d’Annunzio volesse apparire sempre, elegante, in forma. Per questo detestava “l’odiosa vecchiezza”, che anno dopo gli toglieva, insieme alla forza, grazia e bellezza.

l'odiosa vecchiezzal’odiosa vecchiezza

Al Vittoriale, rispettano sempre la sua legittima vanità, e semper cerchiamo di vederlo come sempre, visto e visto. Può sembrare dunque strano che ospitiamo qui, nella Nava Puglia,

Nava PugliaNava Puglia

la vita di Cesare Inzerillo che mostra il Vate – il Comandante, il Poeta ben oltre l’orribile vecchiezza, già nel disfacimento della morte. Ma è l’omaggio di un artista in un altro artista, in un altro caso: Inzerillo sembra avere letto quella lettera, inedita, di Gabriele a Luisa Bacara: “Non sono nella verità vecchiezza, ma sì nella putrefazione sepol crale. ” Nelle proprie sculture Inzerillo esplora la morte, vieni d Annunzo. Pha esplorata in molte delle sue opere. Ma per lui l’idea della morte non è sinonimo di infelicità o di dispersione. Ha più timore della malattia e della vecchiaia, quando le condizioni del corpo non sono più di vivere gli slanci della giovinezza. Nelle lettere all’ultima amante, la contes sa Evelina Scapinelli si capisce che la morte cominciava a sembrare un necessario rito di passaggio da quel brutto volto rugcso alla serenità del suo volto quando viene accolto in cielo da San Francesco, nel quadro di Cadorin posto sulla sua culla-bara nella Stanza del Lebbro una liberazione, quindi, colomba Gabriele andava a meditare sull’Oltre. E proprio in quel passaggio che coglie Inzerillo, senza acredinc né compérie, registrando l’ultimo disfacimento del corpo proprio come pasaggio indispensabile.

Aereo che sorvoló ViennaAereo che sorvoló Vienna
Il Vittoriale degli Italiani è un complesso di edifici, vie, piazze, un teatro all’aperto, giardini e corsi d’acqua eretto dal 1921, a Gardone Riviera sulle rive del lago di Garda da Gabriele d’Annunzio con l’aiuto dell’architetto Gian Carlo Maroni, a memoria della “vita inimitabile” del poeta-soldato e delle imprese degli italiani durante la Prima Guerra Mondiale.

Mas 96Mas 96
Il Vittoriale oggi è una fondazione aperta al pubblico e visitata ogni anno da circa 180.000 persone.
1° febbraio 1921 – D’Annunzio affitta per 600 lire mensili e per il termine di un anno la villa di Cargnacco (contrada di Gardone Riviera) appartenuta a Henry Thode, l’illustre studioso d’arte che in prime nozze aveva sposato Daniela Senta von Bülow, figlia di Cosima Liszt. La villa era stata sequestrata dal Governo italiano come risarcimento dei danni di guerra.

Vittoriale degli italiani Vittoriale degli italiani

Ama il tuo sogno se pur ti tormenta
Amalo come se fosse l’unico
amalo come se avesse l’anima
amalo e raccontagli di te
amalo e ricordalo in te
amane il suo passato
amane il suo presente
ora.

#saló
#saló
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“Un popolo non può andare al proprio lavoro senza vedere la storia del suo passato”


ho modificato il titolo con la frase presa dall’articolo Itinerario Napoleonico

“Un popolo non può guardare al proprio futuro senza aver sempre ben presenti le proprie origini ed il proprio passato “

Oggi mentre andavamo al lavoro ,siamo passati davanti ad un cartello: Itinerario Napoleonico Rocca D’arazzo, nell’attesa che il nostro impianto venisse aperto, incuriositi dove potesse essere questo posto, ad intuito passiamo sotto il ponte della strada provinciale 12 Rocca Cigliè.

Rocca d’Arrazzo

Fatti 100 metri ecco il simbolo della piramide di Napoleone Buonaparte .

L’itinerario è il numero 9 nella mappa

Itinerario Napoleonico

il 19 aprile si ebbe il combattimento della Corsaglia. Joubert, per essere d’esempio, si gettò nel Tanaro e riuscì a raggiungere la sponda opposta sotto mitragliamenti e fucilate terrificanti. Ma vedendo che nessuno lo seguiva e d’altra parte che la scarpata gli avrebbe impedito di risalire, se ci fosse stata altra gente, ripassò una seconda volta il Tanaro esponendosi di nuovo al medesimo pericolo, per raggiungere la colonna; al suo ritorno disse con freddezza ai granatieri: “Si avete ragione, non si può passare”. Così il Martinel commentava la tavola rappresentante uno degli apici dell’eroismo francese.

Piramide Napoleonica

Capita spesso di passare a 100 metri da un passaggio della nostra storia e non ce ne accorgiamo.

Presa della Diga Rocca Ciglè
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La memoria delle Alpi


Cartignano fu uno il movimento partigiano della valle Maira

Cartignano
Cartignano

nei giorni successivi all’8 settembre del 43 L’osteria dei fratelli Acchiardo vede riunirsi uomini che prima si aggregheranno alla “Banda Carboni” e più tardi confluiranno in larga misura nel movimento Giustizia e Libertà. Posto nella parte più stretta della bassa Maira, il paese era punto di incrocio dei percorsi partigiani che mettevano in comunicazione, a quote non troppo elevate, le valli poste tra Saluzzese e Cuneese.

Chiesa Cartignano
Chiesa Cartignano

Salendo in direzione della borgata Galliana si raggiungevano infatti le postazioni garibaldine di Norat e S. Anna di Roccabruna e di li la Varaita, mentre sul versante destro, passando per Ruata Prato o Piossasco si conquistava il crinale della valle Grana, sopra Monterosso e Pradleves. Proprio per la sua posizione geografica, dominante sul fondovalle e sull’incrocio tra Maira e Grana, la borgata “Santa Margherita” (m. 1326 s.l.m.) fu scelta come quartier generale dalle formazioni GL della valle, guidate da Detto Dalmastro In quel nido d’aquila cos sicuro trovarono rifugio ed ospitalità partigiani di ogni colore e provenienza, che vi approdavano temporaneamente per riprendersi dai rastrellamenti nelle loro zone di insediamento. dei luoghi in cui ebbe origine.

scultore in legno
scultore in legno

Più in basso, a Paglieres, in seguito agli accordi di Barcelonnette, si installa l’ufficiale di collegamento francese Jean Lippmann (Lorrain) e collabora attivamente con la Resistenza locale fino a giugno inoltrato quando, tornato in Francia per un’azione vi troverà la morter Cartignano fu uno dei centri logistici principali della “Repubbliça della Valle Maira” e trovò pressoché totale distruzione nell’offensiva nazifascista del luglio 1944, che a quell’esperienza pose fine. La distruzione di oltre cento case, fienili, stalle, costrinse la popolazione ad una drammatica ricerca di aiuti e ne rese problematica la sopravvivenza nel seguente, durissimo inverno, senza che per questo venisse meno il suo sostegno alla Resistenza.

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Ponte del Ròch


Ponte del Ròch o del Diavolo Perno del Parco è il medioevale Ponte del Roch o del Diavolo.

Ponte del Ròch
Ponte del Ròch

Il 1 giugno 1378 la Credenza di Lanzo, radunata nella chiesa di S. Onofrio in piazza S. Pietro e presieduta dallallora castellano Aresmino Provana, deliberava la costruzione di questo ponte, imponendo per dieci anni un dazio sul vino. La spesa fu di 1400 fiorini.

Ponte del diavolo
Ponte del diavolo

Il ponte unisce il pareti a precipizio, scavate nei tempi preistorici dalla Stura, che formava un ampio lago nella piana di Germagnano zionale valore architettonico e storico, di circa 37 metri di gittata, motivo ancora oggi di ,27 e alto m 15: ha una gittata a schiena d’asino. La fantasia popolare si sbizzarri a creare leggende intorno all’ardita costruzione, tanto da attribuirla al diavolo: tra i tanti ricordiamo Angelo Brofferio, Giovanni Prati e Nino Costa monte Basso e il monte Buriasco, in una stretta gola con le ll ponte di ecce ammirazione e di studio è costituito da un solo arco gotico, lungo m 65, largo m 2 di circa m. 37, he, terminata l’opera, l’avrebbe valic dai lanzesi che, anziché lanima pattuita, gli fecero trovare nel sacco, chi dice un povero cane chi scorge, al capo del ponte presso la cappella di S. Rocco, impronta lasciata dallo zoccolo del maligno ata con un solo grande passo. o è un segno di stizza per essere stato giocato pattuita, gli fecero trovare nel sacco, chi dice un povero cane, chi una forma di toma? ll ponte ebbe comunque grande Importanza nella storia di Lanzo e delle Valli. l 15 luglio 1564, essendovi grande timore di io di Credenza della Castellania dispose che fosse costrulta, sulla sommità dellarco, una porta per chiudere l ponte del Roc e, nel contempo, si posero guardie lungo i confini del territorio. I 7 settembre dello tesso anno si vieto laccesso nelle Valli a chicchessia, salvo che presentasse la bolletta del luogo di provenienza, contrassegnata dal sigillo di Lanzo.

Marmitte dei giganti Nei tempi antichissimi il Montc Basso e il Monte Buriasco erano umiti Alle loro spalle, nella conca di Germagnano, si stendeva un ampio lago in cui confluivano le acque dei monti. Esse riuscirono lentamente ad aprirsi un varco nel baluardo di roccia e terra. I segni dell’erosione sono incisi nelle rocce immediatamente a monte del Ponte del Diavolo, sulla riva sinistra. Sono le cosiddette “marmitte dei giganti”, fenomeni geomorfologici risalenti all’era quaternaria Se ne contano 21 dislocate a quote diverse. Le due più grandi sono a livello della corrente del fiume. Le più antiche sono le più piccole e sitiąte nella parte alta. Quelle attigue alla Cappella di San Rocco sono dette ramin-e del Diau” in esse i diavoletti avrebbero cucinato i loro manicaretti nella frenetica tempestosa notte in cui nacque il ponte.

Ponte del diavolo sentiero
Ponte del diavolo sentiero

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Incisioni dell’età del ferro


La Riserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo, istituita nel 1988 dalla Regione Lombardi su indicazione dei Comuni di Ceto, Cimbergo e Paspardo e d Centro Camuno di Studi Preistorici, è una vasta area naturalistic con oltre 400 rocce incise: è l’area archeologica protetta pi grande della Valle Camonica. Le rocce incise, patrimonio UNESCO dal 1979, sono calate i un ambicnte naturale di mezza montagna, coperto quas integralmente da superfici boscose caratterizzate in buona part da castagneti secolari.

l'area archeologica ceto

l’area archeologica ceto

Area di Arte rupestre Sito UnescoL’area di Foppe di Nadro è un susseguirsi di superfici fittamente istoriate organizzate in un piacevole percorso ad anello. Le incisioni ritrovate vanno dal V millennio a.C. fino all’ctà moderna. Tra le raffigurazioni più notevoli del sito ricorcdiamo la rosa camuna, simbolo della Regione Lombardia, armati con copricapi elaborati di chiara influenza etrusca, la “roccia del villaggio” con oltre trenta incisioni di capanne, scene di aratura, di combattimento, rappresentazioni di armi, uecelli, iscrizioni in caratteri nord-etruschi e molto altro ancora.

All’ingresso dell’area di Foppe si trova la ricostruzione del villaggio preistorico, uno spazio dedicato all’attività didattica con una simulazione di scavo archeologico, la ricostruzione a grandezza naturale di un riparo mesolitico, di una capanna neolitica e di una casa retica dell’età del Ferro.

Via Piana 29 25040 Nadro di Ceto tel 0364 433465

http://www.artcrupestre it;

www.incisionirupestri.com

Riserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo

Riserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo

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Diario di Bordo Enel senza X


Lavoro in Enel da più di 15 anni.
Il mio primo passaggio dalla società Wind ad Enel è  avvenuto ad Ascoli Piceno in E-distribuzione.
Dopo 3 anni ho chiesto il trasferimento nella mia città di Roma e sono approdato in Enel servizi.
Dal 2005 ho iniziato a conoscere tutti i luoghi Enel Italia (Italia) e Enel Global (Romania Bulgaria).

Attualmente lavoro nel Global Delivery Information Technology dove grazie a Enel Green Power ho scoperto i luoghi più belli d’Italia, sopratutto le sedi dove sono Le Dighe.
Non abbiamo attività di delivery con la nostra nuova company Enelx




Come preparo il mio diario di bordo?



Appena mi vengono assegnate le località di destinazione inizia il mio piano di Viaggio utilizzando il nostro portale per la richiesta.





Domenica 17
Sede di lavoro Campobasso.
Raggiungo il collega alla Stazione Roma Tiburtina e poi proseguiamo la nostra destinazione via macchina.
Dopo tre ore di guida arriviamo al nostro hotel Centrum Palace, il tempo di fare il check in e andiamo alla ricerca di un ristorante per la cena.
Sono le 22 e i locali sono quasi tutti chiusi e ci accontentiamo di quello che troviamo aperto: la pizzeria kalòPizza bufalinaPizza bufalina



Lunedì 18
Ci aspetta una giornata impegnativa quindi decidiamo di andare presto,
tempo di fare colazione e alle 8:30 operativi presso la sede Enel di Campobasso
In che consiste il mio lavoro?
L’attività di delivery è varia, si va da un sopralluogo al cambio tecnologia.
È un’attività di organizzazione tra le varie società e per quanto riguarda il cambio tecnologico vanno concordati orari di disservizio,pianificazione con la società installatrice ecc.

Global Delivery

Global Delivery
Eseguito il nostro lavoro si torna a casa. Nella strada del ritorno facciamo una sosta alla Basilica Minore dell’Addorata Di Castelpetroso.



Martedì 19
Follonica sopralluogo TIM
sono le 6:27 del mattino e sono alla stazione di Roma Trastevere per andare a Follonica.

Ho scelto di utilizzare il mezzo di trasporto il treno,in quanto la stazione si trova vicino alla sede.

Roma Trastevere

Roma Trastevere
Arrivato a Follonica percorro 1 km a piedi verso la sede di e-distribuzione dove mi aspetta un assistente della TIM per il sopralluogo.
Favoloso fotografare i vecchi reperti di Enel quando i contratti si facevano digitali.EnelTel Sportello EnelTel

Dopo aver fatto le visure e i verbali si torna a casa.
Oggi faccio un pranzo veloce; un cappuccino con una buona pasta presso il bar pasticceria:
La Pineta Di Emanuelli Gilberto



Mercoledì 20
Di nuovo pronto con la valigia,destinazione Torino.
Oggi mi aspettano 3 sopralluoghi di fila.
Alle 6:10 di mattina prenoto il taxi con l’app mytaxy per andare all’aeroporto di Roma Fiumicino dove mi aspetta il volo con la compagnia Alitalia.

Alitalia Alitalia [/caption]

Arrivato mi dirigo Ciriè ,che si trova a 8 km dall’aeroporto di Caselle,.

Per fortuna nessun ritardo e puntuale arrivo all’orario del sopralluogo.
Riusciamo velocemente a verificare il percorso per la fibra ottica e mi avvio presso la sede Enel di Settimo Torinese ,dove un’altra squadra di tecnici mi aspetta.
Grazie a Google maps raggiungo facilmente la sede di E-distribuzione dove ad attendermi trovo gli assistenti di TIM e Sirti.
Il lavoro qui è più complesso poichè la sede è di vecchia costruzione quindi ci vorrà più tempo per raggiungere la nostra sede con la fibra ottica.
Mi fermo a pranzo presso Torino Outlet Village che avevo notato nel percorso per raggiungere la sede.
Italia Gourmet
Proseguo il mio viaggio a Chieri  dista una 30 km da Settimo Torinese.
La sede di Chieri è in mezzo alla campagna mentre aspetto gli assistenti q mi godo un’attimo di tranquillità e l’odore della campagna, che non sentivo da tempo vivendo in una città piena di smog come Roma.
Mentre si fa il sopralluogo si passa nei posti più strani scantinati cantine e qui ho trovato un vecchio plastico che serviva per fare la formazione penso sia stato fatto a mano dai nostri colleghi.

Enel distribuzioneEnel distribuzione

Stasera come base mi fermo a Torino presso l’hotel bestwestern
Approfitto per cenare con un mio vecchio amico Carlos presso il ristorante
Agnolotti & Friends

Agnolotti friends Torino
Agnolotti friends Torino



Giovedì 21
Oggi appuntamento alla sede di Serravalle Sesia percorro le strade del Vercellese attraversando tutti i campi del riso Arborio
una varietà italiana di riso molto utilizzato nella preparazione dei risotti.

Effettuato il lavoro mi dirigo verso Domodossola dove mi attende l’ultimo sopralluogo della settimana.

Evito l’autostrada e percorro la strada statale dove passo davanti al lago D’Orta per fare qualche scatto.

Arrivato a Domodossola mi fermo ad un locale nelle vicinanze del l’hotel presso il bar Ethò dove consumo un happy hour.

Mi ritiro in hotel Internazionale dove concludo la mia giornata



Venerdì 22
Domodossola

Dopo la notte da incubo passata presso l’hotel Internazionale,al mattino alle 6:30 esco e vado a fare colazione nello stesso locale dove ho fatto l’happy hour della stessa precedente.

Approfitto delle prime luci del mattino per fare qualche scatto alla piazza del mercato.Piazza del mercato DomodossolaPiazza del mercato Domodossola

Poi al lavoro per concludere la mia settimana.



Il lavoro che faccio con molto piacere,mi permette di contribuire come Guida Locale di Google facendo conoscere e i luoghi da me visitati e recensiti.

Volevo condividere la meravigliosa opera d’arte fatta da un collega della sede di Campobasso.

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Riserva Regionale Zompo Lo Schioppo


Pausa pranzo un panino acquistato all’unico alimentari aperto nella zona della Riserva Regionale Zompo Lo Schioppo e via si mangia strada facendo,non si può perdere questo meraviglioso spettacolo.

QQuesto posto è un incanto della natura. Si lascia l’auto al parcheggio e si cammina dolcemente in un bosco di betulle con un’ombra rilassante. Si arriva al rifugio dove ci sono acqua, letti e tavoli da prenotare per tempo con diritto all’uso del barbecue. Poi si prosegue per un sentiero fino al ruscello della cascata di Zompo lo Schioppo. Una meraviglia. Ci vuole un’oretta andando piano piano, consigliate scarpa da trekking.

 ruscello della cascata di Zompo

ruscello della cascata di Zompo

All’interno della riserva potrete trovare vari servizi, un campeggio chiuso questo periodo un rifugio attrezzato dove potrete trascorrere più giorni immersi nella natura e lontano dal caos cittadino, ristoranti e un agriturismo. Merita una visita l’eremo di cauto che si raggiunge tramite un sentiero escursionistico di media difficoltà con un dislivello di circa 500 metri se si parte da parcheggio di”piano sacramento”.Zampo lo SchioppoZampo lo Schioppo

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La guida di viaggio verde “Green Book”


Sapevate che esisteva una guida di viaggio chiamata Green Book?

Io l’ho scoperta oggi dopo la visone del film Green Book
diretto da Peter Farrelly.

Il film racconta l’amicizia tra un buttafuori Italoamericano che viene ingaggiato come autista ad un pianista afroamericano  Don Shirley .

protagonisti Viggo Mortensen Tony Lip autista e Mahershala Ali  Don Shirley utilizza The Negro Motorist Green Book 

Sapete cos’è la Green Book?

nel perido della discriminazione razziale viaggiare negli Stati Uniti era un grosso problema per le persone Afro-Americane.

Victor Hugo Verde scrisse una guida di viaggio
permettendo ai viaggiatori Afro-Americani di trovare alloggi, attività commerciali e stazioni di servizio che li avrebbero serviti lungo la strada.

Il film è sorprendente ed è fatto proprio con amore. Solleva tematiche politiche e sociali, quali la potenza della cultura, la solitudine dei geni, la solidarietà tra anime ed esseri umani anche con formazioni, background, colori e culture diverse, l’integrazione sociale e la dismississione di un inutie e sterile razzismo

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Viaggio in Giappone


Quale città vedere in Giappone?

Osaka

Tokio.

Voli per il Giappone

Scelta la data e destinazione consiglio utilizzare la ricerca dei voli e prezzi con Google

Vi permette di visulaizzare compagnie e cisti, mantenendovi in cintinuo aggiornamento per quanto riguarda le tariffe.

Che periodo andare?

La primavera è il periodo più bello sotto l’aspetto climatico e della fioritura “Sakura

Osaka

Osaka

Anche la stagione invernale a il suo fascino in inverno Tokyo a Natale si riempe di luci.

Tokyo

Tokyo

Quale hotel scegliere in Giappone?

Prendete spunto dalle recensioni di Google Maps e Tripadvisor.

Io ho scelto entrambi per comodità logistiche.

Ad Osaka ho scelto Hotel Elserine si trova a pochi metri dalla stazione.

A Tokyo ho sceltoThoshi Center hotel

Che è poco distante dalla zona centrale ma ben servito.

Cosa mangiare in Giappone?

In Giappone si puo mangiare a tuttr le ore e per tutti i palati cucine internazionali.

La cosa bella che ogni cibo è esposto fuori da ogni ristorante.

Può scegliere quello che vuoi mangiare basta indicare il piatto di plastica rappresentativo.

Piatti di plastica con cibo esposti

Piatti di plastica con cibo esposti

Come muoversi in Giappone?

I trasporti in Giappone sono cari le metropolitane di entrambi le città collegano dagli aeroporti al centro città io ho utilizzato sempre Google Maps che mi da anche la fascia di spesa a secondo dei mezzi e tempo che uno vuole utilizzare.

Ad ogni fermata della metro si può ascoltare una melodia diversa.

Metro Tokyo

Metro Tokyo

Olimpiadi Giappone 2020

Tokio si sta preparando per le olimpiadi già visibili tutti i nuovi stadi che ospiteranno le Olimpiade 2020 inizieranno venerdì 24 luglio e termineranno domenica 9 agosto.Mascotte Tokyo 2020Mascotte Tokyo 2020

Allora che aspettate?

Consultate il mio diario.

Il mio diario di Tokio